5 fighters UFC ai quali bisognerebbe chiedere scusa

5 fighters UFC ai quali bisognerebbe chiedere scusa

18 Gennaio 2022 0 Di Giuseppe Albi

Sottovalutati, disprezzati dopo sconfitte o addirittura ex campioni giudicati bolliti anzitempo. Nel mondo degli sport da combattimento c’è la tendenza spesso ad esprimere verdetti con molta fretta.

Quanto fatto vedere a UFC Vegas 46 da Calvin Kattar ne è l’esempio lampante. Dopo la terribile lezione subita da Max Holloway nel gennaio del 2020 e la conseguente assenza dai giochi per un anno, erano in molti infatti a considerarlo spacciato nello matchup contro il fin qui devastante Giga Chikadze.

Eppure “The Boston Finisher” ha saputo ribaltare ogni pronostico mettendo in scena una prestazione incredibile che ha convinto anche i più scettici.

Nella storia dell’Ultimate Fighting Championship non è l’unico ad essere riuscito in una simile impresa. Nel recente passato vi sono almeno altri 5 casi ecclatanti di fighters che in molti davano per sconfitti e che invece sono riusciti a zittire tutti.

Li abbiamo riuniti per voi e inseriti in una speciale classifica. Eccola qui di seguito:

5) JOSÉ ALDO

Dopo essere stato considerato per molti anni come il più grande peso piuma della storia, José Aldo è finito in una spirale negativa dopo aver perso il titolo contro Conor McGregor nel dicembre del 2015.

Da lì in poi la sua parabola sembrava essere in discesa, complici anche le successive due sconfitte per TKO contro Max Holloway nel tentativo di riconquistare la cintura.

Anche il passaggio nei pesi gallo era apparso come un ultimo e disperato tentativo risultato fallimentare vista la lezione impartitagli da Petr Yan a UFC 251 nel 2020.

Da quel momento sono stati in molti a considerare Aldo ormai prossimo al ritiro. E invece il brasiliano ha trovato il modo di rialzarsi e risorgere dalle ceneri mostrando sprazzi del vintage “Scarface” che terrorizzava gli avversari fra il 2008 e il 2014.

Le tre vittorie consecutive contro Marlon Vera, Pedro Munhoz e Rob Font sono lì a testimoniarlo e ci narrano una storia che sembra lontana dalla parola fine.

4) MAX HOLLOWAY

Quanto vissuto da Max Holloway ricorda per certi il profilo che avete appena letto. Anche “Blessed” infatti, così come José Aldo, è stato un campione fra i più dominanti che si è ritrovato improvvisamente fuori dai giochi a causa della doppia sconfitta contro Alexander Volkanovski.

Il caso di Holloway risulta ancora più emblematico visto che la sua carta d’identità, alla voce data di nascita, riporta un bel 1991 che certifica il suo essere biologicamente ancora nella fase topica della carriera.

Eppure dopo aver fallito la conquista del titolo ad interim dei pesi leggeri contro Dustin Poirier nell’aprile del 2019 ed aver perso il titolo dei pesi piuma contro Volkanovski nel dicembre dello stesso anno, in molti hanno cominciato a mugugnare sul suo conto.

Il tutto si è acuito ancora di più quando ha perso la successiva rivincita contro Volkanovski nel luglio del 2020 (seppur con un verdetto molto discutibile).

Il risultato? Due prove mostruose messe in atto negli ultimi due match disputati contro Calvin Kattar e Yair Rodriguez.

Una doppia prova di forza che ha rigettato tutti i suoi detrattori in fondo ai divani a strozzarsi con i popcorn durante la visione delle sue incredibili azioni offensive come quella che vi mostriamo qui sotto.

I’m the best boxer in UFC baby” (cit.)

3) JULIANNA PENA

Alzi la mano chi dava una chance a Julianna Pena contro Amanda Nunes. Nessuno, nemmeno chi sta scrivendo questo articolo, sia chiaro. Basti pensare alle quote inesorabili dei bookmakers alla vigilia del match, quando puntare sulla brasiliana equivaleva a riavere gli stessi soldi indietro con l’aggiunta di 3 centesimi.

Eppure il mondo degli sport da combattimento è fatto anche di upset clamorosi. È stato così sin dall’alba dei tempi e lo sarà per sempre.

Non esistono infatti imbattibili fra gli esseri umani e Julianna Pena lo ha dimostrato.

Dalle risse sul posto di lavoro prima di diventare una superstar (CLICCA QUI PER LEGGERE LA STORIA) al titolo di campionessa dei pesi gallo UFC vinto contro quella che probabilmente sarà ricordata come la donna più dominante di sempre nelle MMA. Signori, Julianna Pena, la fighter che ha fatto saltare il banco.

2) GLOVER TEIXEIRA

“È vecchio. Lo hanno messo lì perché non c’erano altri avversari. È giusto un match transitorio perché stanno aspettando Jiri Prochazka”.

Ne deve aver sentite molte di queste frasi Glover Teixeira prima del suo match titolato di UFC 267 contro Jan Blachowicz.

Da uomo pragmatico qual è però non vi ha dato tanto conto. È entrato nell’ottagono ed ha fatto quello che in pochi si aspettavano: dominare il polacco a terra.

A 42 anni suonati e con più di 20 anni di carriera alle spalle, Glover Teixeira ha dimostrato che l’età è solo un numero e che i giudizi, spesso, sono troppo affrettati.

1) CHARLES OLIVEIRA

La classifica redatta fino ad ora non è stata semplice nella scelta delle posizioni perché tutti i personaggi citati possono benissimo essere piazzati al primo posto. Eppure c’è un fighter in particolare che più di tutti gli altri merita le scuse. Si tratta di Charles Oliveira.

Il brasiliano è forse l’esempio più concreto di quanto si possa essere poco considerati nonostante il talento. Una condizione che, anche questa, è sempre esistita e sempre esisterà in ogni contesto umano.

Oliveira però è uno dei rari esempi di chi è riuscito a farcela. Grazie ai suoi sforzi e alla sua continua voglia di vincere è riemerso dai bassifondi della mediocrità zittendo tutti quelli che non lo avevano mai preso in considerazione come potenziale campione.

Rispetto a molti altri è stato costretto a partire ogni volta da zero e a dover superare continuatamente i suoi limiti, come dimostrato dall’impressionante striscia di otto vittorie consecutive prima di poter arrivare ad una chance per il titolo.

Anche una volta arrivato in cima ha dovuto dimostrare a tutti le sue qualità battendo in maniera netta due atleti del calibro di Michael Chandler e Dustin Poirier.

Ora, dopo tutto questo tempo, è riuscito finalmente ad arrivare al posto in cui merita: in cima al mondo.